Displasia anca dell’adulto: diagnosi e trattamento.

In passato gli esiti di una lussazione o di una displasia dell’anca arrivavano spesso all’attenzione del chirurgo ortopedico per un intervento di protesi. Oggi la situazione è cambiata. Esiste una grande attenzione sulla diagnosi ed il trattamento precoce nel bambino. Tuttavia, nonostante un ottimo e tempestivo trattamento, le forme più gravi di displasia o di lussazione possono non guarire o migliorare non completamente. In questi scenari, insorge un’artrosi secondaria anche in giovanissima età, rendendo necessario un intervento di protesi per poter tornare ad una vita normale.

L’ applicazione di una protesi in questi pazienti è un intervento delicato. I pazienti hanno alterazioni anatomiche femorali ed acetabolari, coesiste frequentemente una dismetria ed una scoliosi compensatoria, il tono muscolare spesso blando. La bilateralità di buona parte delle displasie contribuisce alla difficoltà del trattamento.

Spesso il quadro intraoperatorio è peggiore rispetto allo scenario radiologico. In età adulta la radiografia del bacino ci può bastare per fare diagnosi di displasia ma certamente per i casi più complessi si impone una tac del bacino per valutare il bone stock e i rapporti articolari.

L’intervento di applicazione di una protesi dell’anca nella displasia rimane un intervento più complesso della media ed è riservato a chirurghi con una notevole esperienza in chirurgia dell’anca e richiede da parte del paziente una forza di volontà e di pazienza maggiore. Spesso vi sono deformità acetabolari che rendono difficoltosa l’impianto della coppa nel paleo acetabolo , la dismetria può richiedere nei casi più importanti osteotomie di accorciamento per non allungare eccessivamente l’arto e per ristabilire i normali rapporti articolarti. Talvolta anche in presenza di un impianto ben fisso e di una protesi ben posizionata vi possono essere problematiche a distanza di tempo legati a mobilizzazioni o rottura dell’impianto se le forze muscolari e l’osso residuo non riescono a sopportare l’impianto protesico nella posizione corretta. Quindi è una vera e propria Challenge per il chirurgo ortopedico specialista dell’anca e anche per il paziente.

Per questo motivo è fondamentale per il paziente rivolgersi ad ortopedici specialisti dell’anca che eseguono frequentemente questo tipo di intervento, in quanto non si tratta di una protesi standard ma possono necessitare in caso di imprevisti di protesi particolari con tenuta e punti di ancoraggio maggiori che nei casi di artrosi primaria. Eseguiamo molti interventi di protesi all’anca in caso di displasia per prevenire ogni possibile complicanza o per risolverle laddove se ne creassero.

Il paziente con displasia spesso ha subito già interventi da bambino con presenza di mezzi di sintesi( se non sono stati rimossi) e presenta quindi un aumento del rischio di lesioni nervose o di lussazione dell’impianto e di complicanze. Nonostante la giovane età (talvolta prima dei 30 anni) questo intervento si necessita laddove il paziente non riesca a svolgere la propria vita sociale con problemi di deambulazione, lombalgia, zoppia costante e utilizzo dei bastoni. Qualche volta il paziente non ha sintomi ed è per questo che una volta che avverte il dolore la situazione è già abbastanza avanzata.

Più tempo si aspetta, maggiore sarà la possibilità di erosione ossea con conseguente difficoltà nel posizionare l’impianto protesico. Questo significa che se hai già sintomi importanti non aspettare che la situazione diventi molto complessa ma affidati ad un ortopedico specialista dell’anca. Avere paura è normale ma non ti deve bloccare: leqqi qui il mio articolo sulla paura dell’intervento. 

Oggi abbiamo i mezzi protesici e radiologici per studiare meglio e  risolvere il tuo problema!

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